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27-03-2020
Produzione mascherine: come fare

Produzione mascherine: come fare

100 milioni di pezzi: è la richiesta di mascherine chirurgiche e altri dispositivi di protezione individuale avanzata dalla Protezione civile, a causa dell’emergenza Covid-19.

Molti nostri imprenditori e imprenditrici si sono messi a disposizione, nell’intento di offrire le proprie competenze manifatturiere e il proprio saper fare al sistema Italia.

Per comprendere meglio il tema, proviamo a chiarire la differenza fondamentale tra:

  • mascherine filtranti, prive di marchio CE, utilizzabili solo dalla popolazione
  • mascherine chirurgiche come dispositivo di protezione individuale

MASCHERINE FILTRANTI

La popolazione – quindi esclusi i lavoratori, il personale sanitario, le forze dell’ordine – può utilizzare mascherine filtranti anche prive del marchio CE (dl 18/2020, art. 16).

Le imprese che intendono produrre questo tipo di mascherine non sono tenute a realizzare procedure di validazione. È però necessario che all’atto della vendita specifichino che tali mascherine non sono dispositivi di protezione individuale e che garantiscano che le stesse non arrecano danni o determinano rischi aggiuntivi per gli utilizzatori.

MASCHERINE CHIRURGICHE

Le imprese possono produrre mascherine chirurgiche e altri dispositivi di protezione individuale (camici, tute, ecc.) senza marcatura CE, in deroga alla vigente normativa (dl 18/20, art. 15). Le deroghe riguardano solo la procedura e la relativa tempistica per ottenere l’ok alla produzione di DPI e in nessun caso la qualità dei prodotti che ovviamente non può essere derogata.

Procedure per produrre le mascherine chirurgiche:

L’art 15 del decreto stabilisce le procedure volte a garantire, per le mascherine il rispetto di tutti i requisiti tecnici e di sicurezza:

  • Le mascherine chirurgiche ricadono nell’ambito di applicazione del Regolamento UE 745/2017 concernente i dispositivi medici.
  • Le aziende produttrici/importatrici, in deroga alla marcatura CE, devono inviare all’Istituto Superiore di Sanità (ISS) una autocertificazione nella quale, sotto la propria esclusiva responsabilità, dichiarano quali sono le caratteristiche tecniche delle mascherine e che le stesse rispettano tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa;
  • Entro 3 giorni dall’autocertificazione le aziende devono altresì trasmettere all’ISS ogni elemento utile alla validazione delle mascherine;
  • L’ISS si pronuncia circa la rispondenza delle mascherine alle norme vigenti entro 3 giorni dalla ricezione di quanto indicato;
  • Dovrà essere garantita la sicurezza del prodotto e la conformità alle prescrizioni della normativa vigente (Regolamento UE 745/2017 e Decreto legislativo n. 46/19971). Questo vuol dire ricorrere all’applicazione di norme tecniche armonizzate (UNI EN ISO 14683 e UNI EN ISO 10993) che stabiliscono quali sono questi requisiti.

La documentazione per l’Istituto Superiore di Sanità:

  • L’ISS ha reso pubblico l’indirizzo PEC a cui inviare l’autocertificazione e la relativa documentazione: mascherinecovid-19@pec.iss.it;
  • Tutta le informazioni utili per potere procedere alla domanda all’ISS sono reperibili a questo indirizzo: https://www.iss.it/procedure-per-richiesta-produzione-mascherine.
  • In particolare è necessario trasmettere all’ISS i seguenti documenti:
    • La domanda di valutazione in deroga
    • L’autocertificazione
    • La scheda tecnica di rispondenza alle normative di riferimento.
  • La Task force CNA ha predisposto le documentazioni che ricalcano esattamente le procedure e la modulistica richiesta dagli ENTI, che vi verranno inviate nel caso di vostro interesse.
  • L’UNI ha messo a disposizione gratuitamente le norme tecniche che definiscono i requisiti di sicurezza, di qualità e i metodi di prova dei prodotti indispensabili per la prevenzione del contagio da COVID-19. È possibile scaricarle dal sito www.uni.com

Riconversione delle attività

Le imprese che si riconvertono a produrre mascherine (sia filtranti che chirurgiche), se non hanno il codice Ateco incluso nel Decreto MISE del 25 marzo, devono effettuare una comunicazione PEC alla Prefettura utilizzando il fac simile o richiedere un'autorizzazione tramite PEC

IMPORTANTE!

L’impresa deve svolgere solo l’attività di produzione mascherine!
In caso di controllo, se l’impresa viene sorpresa a svolgere la propria normale attività lavorativa (che da codice Ateco risulta sospesa), il datore di lavoro si espone a pesanti sanzioni di tipo penale e amministrativo.
 

INCENTIVI PER LA PRODUZIONE

Il decreto Cura Italia ha previsto all’art. 5 delle misure di incentivo per la produzione di dispositivi medici e di protezione. La misura, gestita da Invitalia, riguarda sia le imprese che riconvertono il proprio sistema produttivo che le imprese che già producono questi dispositivi e che intendono ampliare e potenziare la produzione.
Il progetto deve avere un importo minimo di 200.000 Euro

 

FILIERA MODA PER L’ITALIA

CNA Federmoda, per essere di supporto nel difficile momento attraversato dal nostro Paese, ha lanciato, assieme a Confindustria, il progetto: FILIERA MODA PER L’ITALIA.

CNA Federmoda, Confindustria Moda, Sportello Amianto Nazionale e PwC stanno raccogliendo la disponibilità delle imprese a collaborare per potere arrivare alla produzione delle mascherine trasversalmente alla filiera. Per manifestare l’interesse al progetto inviare una mail a federmoda@cna.it e danila.padovani@cnafc.it

Tale disponibilità è stata rappresentata al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute, al Capo Dipartimento Protezione Civile e al Commissario Straordinario per l’emergenza Covid-19, evidenziando come alcune centinaia di imprese della filiera moda italiana abbiano già aderito.

Un modo importante per CNA per dare il proprio contributo per cercare di superare il drammatico momento che stiamo attraversando, anche grazie alla collaborazione instaurata lungo la filiera, importante occasione di orgoglio per il Made in Italy.

Siamo ora in attesa del nulla osta alle procedure presentate da parte del Commissario straordinario, così da poter rendere più agevole l’iter di accreditamento dei vari stabilimenti sul territorio da parte del Ministero della Salute e dell’INAIL e cominciare immediatamente a garantire i percorsi agevolati di approvvigionamento di mascherine. Verranno, inoltre, consolidate strategie economiche per supportare le forniture, la riconversione e il lavoro di tutte le imprese coinvolte.

Come si diceva, il fabbisogno è elevatissimo.

Per informazioni e adesioni:

Danila Padovanidanila.padovani@cnafc.it
Davide Ghetti: davide.ghetti@cnafc.it´╗┐

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